Guida· Tecnica

Link interni: collegare le pagine per farsi trovare e vendere

I link interni sono i collegamenti tra le pagine di uno stesso sito: fatti bene, permettono a Google di scoprire ogni pagina, gli indicano quali contano di più e accompagnano il visitatore dalla domanda all’acquisto. La regola che applichiamo su tutti i nostri siti sta in una riga: ogni pagina al massimo a tre clic dalla home, con veri link HTML e un testo del link che dice dove porta.

Autore
La redazione di FindMyCompany
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5 min

In cifre

590

ricerche mensili «maillage interne» in Francia

delle home di piccole imprese e PMI ha meno di 10 link interni2747 siti analizzati
26 %
clic al massimo tra la home e ogni pagina dei nostri sitiControllato ogni settimana
3
Volumi Google Francia tramite OpenSEO, ottobre 2026. Studio FindMyCompany di ottobre 2026 su 2747 siti di piccole imprese e PMI francesi. Regola interna dei nostri siti.
Indice 8 sezioni

Perché i link interni fanno vendere

In Francia «maillage interne» (link interni) viene cercato 590 volte al mese, «maillage interne SEO» 320 volte. Dietro questa parola tecnica ci sono tre effetti molto concreti per un sito che deve rendere.

Google scopre le tue pagine seguendo i link. Una scheda prodotto o una pagina di servizio che nessun link collega al resto del sito è una pagina orfana: Google la trova tardi, o mai, anche se compare nella sitemap.

I link dicono cosa conta. Una pagina collegata dalla home, dal menu e da diversi articoli riceve un segnale chiaro di importanza; una pagina sepolta a sei clic riceve il segnale opposto.

I link guidano l’acquirente. Un visitatore che arriva su un articolo di consigli deve trovare, al punto giusto, il link al prodotto o al servizio che risolve il suo problema. Senza quel link se ne va con l’informazione e senza comprare.

Cosa segue davvero Google: i link HTML

Google è preciso su questo punto: di norma può esplorare un link solo se si tratta di un elemento HTML <a> con un attributo href. Un pulsante che apre una pagina via JavaScript, un menu a tendina costruito al passaggio del mouse o un filtro che cambia l’indirizzo senza link non sono link per lui.

Google aggiunge un’indicazione semplice: ogni pagina importante dovrebbe contenere un link ad almeno un’altra pagina del sito. E deve anche riceverne, altrimenti resta orfana.

Il formato giusto, da verificare nel codice sorgente delle tue pagine (clic destro, «Visualizza sorgente pagina»):

  • Giusto: <a href=«/guide/scheda-prodotto»>scrivere una scheda prodotto che vende</a>
  • Da evitare: <span onclick=«location.href=’/guide/scheda-prodotto’»>clicca qui</span>
  • Da evitare: <a href=«#» data-url=«/prodotto-123»>Vedi</a> (l’href non porta da nessuna parte)

In un negozio online controlla soprattutto la paginazione delle categorie e i filtri: se la pagina 2 di una categoria esiste solo tramite un pulsante «Carica altri» senza link, per Google i prodotti della pagina 2 non esistono.

La regola dei tre clic, e come rispettarla

Sui nostri siti la regola è scritta dal 17 ottobre 2026: tutte le pagine al massimo a 3 clic dalla home con veri link HTML, controllate ogni settimana da un robot fatto in casa. Il robot percorre il sito come Googlebot, seguendo solo i link veri, ed elenca le pagine troppo profonde o orfane.

Questo controllo da solo non fa risalire un sito: sui nostri siti non ha impedito i cali legati agli aggiornamenti di Google dell’estate 2026. È la condizione perché Google veda i tuoi miglioramenti. Una pagina riscritta ma irraggiungibile non serve a nulla.

  1. Home: link alle categorie o ai servizi principali, e alle pagine che vendono di più.
  2. Categorie o hub: link a ogni prodotto o sotto-servizio, con una paginazione fatta di veri link.
  3. Schede e pagine di servizio: link alla categoria madre (breadcrumb), a due-quattro prodotti o servizi collegati e alla guida che risponde alla domanda prima dell’acquisto.
  4. Articoli e guide: un link alla pagina che vende, nel momento in cui il lettore ne ha bisogno, e due-tre link ad articoli vicini.
  5. Footer: le pagine utili ovunque (contatti, spedizione, resi, note legali), non un elenco di cento parole chiave.

Il testo dei link: dire dove si va

Il testo cliccabile (anchor text) aiuta Google e il visitatore a capire la pagina di destinazione. «Clicca qui», «scopri di più» o «vedi» non dicono nulla. Un anchor text utile descrive la pagina in poche parole naturali.

  • Esempio per un negozio online: «i nostri passeggini compatti per la città» invece di «vedi la categoria».
  • Esempio per un artigiano: «il nostro prezzo per la sostituzione della caldaia» invece di «prezzi».
  • Varia le formulazioni: la stessa pagina può chiamarsi «guida alle taglie», «scegliere la taglia» o «tabella delle taglie» a seconda del contesto.
  • Non usare lo stesso anchor text per due pagine diverse: diresti a Google che entrambe rispondono alla stessa domanda.

I link interni di un negozio online

Un e-commerce ha una struttura naturale: home, categorie, sottocategorie, schede prodotto. I problemi nascono da ciò che si aggiunge a questa struttura: filtri, ordinamenti, varianti, prodotti esauriti.

  1. Filtri e ordinamenti: tieni le combinazioni di filtri fuori dai link seguiti (o sullo stesso indirizzo canonico), altrimenti crei migliaia di pagine quasi identiche. Crea una vera pagina solo per una combinazione che corrisponde a una ricerca reale, per esempio «scarpe da trekking donna impermeabili».
  2. Varianti: una sola scheda per prodotto, con taglie e colori come opzioni, invece di una pagina per colore in concorrenza con le altre.
  3. Prodotti esauriti: tieni la pagina e i suoi link se il prodotto torna; se non torna, reindirizza al sostituto più vicino o rimuovi la pagina in modo pulito.
  4. Prodotti complementari: un blocco di due-quattro prodotti davvero collegati (la custodia con il tablet) aiuta l’acquirente e collega le tue schede tra loro.
  5. Guide all’acquisto: ogni guida rimanda alla categoria e ai due o tre prodotti che consiglia.

I link interni di un sito di servizi

Per un artigiano, uno studio professionale o un’agenzia, la pagina che converte è la pagina di servizio, spesso per città o per zona. I link interni devono portarci ogni visitatore.

Nel nostro studio su 2747 siti di piccole imprese e PMI francesi, il 26% delle home ha meno di dieci link interni: la home, la pagina più forte del sito, non trasmette quasi nulla alle pagine di servizio.

  • Una pagina per ogni servizio reale, collegata dalla home e dal menu.
  • Una pagina per zona solo se ci lavori davvero e hai qualcosa di specifico da dire (tempi, lavori realizzati, vincoli locali).
  • Ogni articolo di consigli rimanda alla pagina di servizio e al modulo di richiesta di preventivo.
  • I lavori realizzati o i casi studio rimandano al servizio corrispondente.

Verificare i link interni in un’ora

  1. Elenca le pagine che devono vendere: i dieci prodotti, categorie o servizi che contano di più.
  2. Aprile partendo dalla home: quanti clic servono per arrivarci? Oltre tre, aggiungi un link da una pagina più in alto.
  3. Controlla il codice: i link del menu, delle categorie e della paginazione sono dei <a href>?
  4. Cerca le pagine orfane: confronta le pagine della tua sitemap con quelle che uno strumento di scansione trova partendo dalla home; quelle che mancano sono orfane.
  5. Rileggi gli anchor text: sostituisci ogni «clicca qui» con una descrizione della pagina.
  6. Collega gli articoli alle pagine che vendono: un link utile per articolo, al punto giusto.

Domande frequenti

Quanti link interni per pagina?

Non c’è un numero magico. Ogni pagina importante deve ricevere link da pagine più in alto e darne a due-quattro pagine davvero collegate. Un link deve servire al lettore.

La sitemap basta per far scoprire le mie pagine?

No. La sitemap aiuta Google a conoscere i tuoi indirizzi, ma una pagina senza alcun link interno resta capita male e posizionata male. Le due cose si completano.

I link nel footer contano?

Sì, sono link come gli altri, ma ripetuti su tutto il sito dicono poco su una pagina precisa. Riserva il footer alle pagine utili ovunque.

Devo mettere in nofollow i link verso le mie pagine?

No. Per una pagina che non vuoi vedere su Google usa un tag noindex oppure rimuovila; un link interno in nofollow non fa che nascondere la pagina alla scansione.

Fonti

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