A cosa serve una sitemap, e a cosa non serve
In Francia «sitemap xml» viene cercato 1000 volte al mese. Nel nostro studio sulle imprese francesi, il 18% dei siti di piccole imprese e PMI non ne pubblica nessuna.
La sitemap serve a tre cose: far conoscere pagine che i link interni non bastano a mostrare (un sito nuovo, un grande catalogo, pagine profonde), segnalare le pagine modificate perché vengano rilette prima, e fornire un elenco pulito che Google Search Console confronta con ciò che ha indicizzato.
Non serve a far salire una pagina, né a forzarne l’indicizzazione. Una pagina debole presente nella sitemap resta una pagina debole. E una pagina che nessun link interno collega resta poco compresa anche se compare nella sitemap.
Il formato: cosa legge Google e cosa ignora
Una sitemap minima sta in poche righe:
- <?xml version=«1.0» encoding=«UTF-8»?>
- <urlset xmlns=«http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9»>
- <url><loc>https://www.esempio.it/passeggini-compatti</loc><lastmod>2026-10-14</lastmod></url>
- <url><loc>https://www.esempio.it/guida-scegliere-passeggino</loc><lastmod>2026-09-30</lastmod></url>
- </urlset>
Google usa due tag: loc (l’indirizzo completo, con https e la versione esatta, con o senza www) e lastmod. Ignora i valori priority e changefreq: inutile impostarli pagina per pagina. Un file contiene al massimo 50.000 URL o 50 MB; oltre si divide in più file riuniti da un indice di sitemap.
lastmod: la data del contenuto, mai quella del build
È l’errore più diffuso, e il più costoso. Molti siti (e molti plugin) mettono in lastmod la data del giorno a ogni generazione del sito. Risultato: tutte le pagine sembrano modificate ogni giorno, Google si accorge che non è vero e smette di fidarsi della data.
Google è esplicito: usa il valore lastmod se è coerente e verificabile, per esempio confrontandolo con l’ultima modifica della pagina. E lastmod deve riflettere la data dell’ultimo aggiornamento importante della pagina: un cambiamento di testo, di prezzo, di informazione. Non un copyright aggiornato nel footer né una nuova versione del tema.
Su tutti i nostri siti la regola è scritta: la data della sitemap è quella del contenuto della pagina, salvata insieme al contenuto stesso, mai quella della costruzione del sito. È anche la regola di questo sito: ogni guida riporta la sua data di pubblicazione o di aggiornamento, e la sitemap la riprende.
- Salvare la data insieme al contenuto: un campo «aggiornato il» nel database o nel file della pagina, modificato solo quando il contenuto cambia davvero.
- Generare la sitemap a partire da quel campo, non dall’orologio del server.
- Mostrare la stessa data sulla pagina («Aggiornato il …») e nei dati strutturati dell’articolo.
- Controllare: due generazioni consecutive della sitemap senza modifiche ai contenuti devono dare date identiche.
Quali pagine inserire nella sitemap
La sitemap è l’elenco delle pagine che vuoi vedere su Google. Tutto ciò che non ci deve stare la indebolisce.
- Sì: pagine di prodotti e categorie in vendita, pagine di servizio, guide e articoli, pagine utili (spedizioni, resi, contatti).
- No: pagine in noindex, pagine reindirizzate, pagine in errore 404 o 410, indirizzi di filtri e ordinamenti, risultati della ricerca interna, carrello, account, pagamento.
- No: più indirizzi per la stessa pagina (con e senza parametro, con e senza barra finale). Nella sitemap compare solo l’indirizzo canonico.
- Una pagina prodotto esaurita per sempre esce dalla sitemap nel momento in cui viene rimossa o reindirizzata. Nel nostro studio, il 21% dei siti non dichiara nemmeno un indirizzo canonico sulla home page.
Suddividere per tipo di pagina per vedere cosa è indicizzato
Su un sito con più di qualche decina di pagine, un’unica grande sitemap nasconde l’essenziale. Dividila per tipo di pagina: un file per i prodotti, uno per le categorie, uno per le guide, uno per le pagine di servizio. L’indice di sitemap li riunisce.
Il vantaggio si vede in Google Search Console: il rapporto di indicizzazione si può filtrare per sitemap. Vedi così, tipo per tipo, la quota di pagine indicizzate. Una sitemap di schede prodotto indicizzata a metà racconta qualcosa di diverso da una sitemap di guide indicizzata quasi per intero. È quello che facciamo dopo ogni sfoltimento: nuove sitemap per segmento, inviate di nuovo, per seguire la ripresa segmento per segmento.
- <sitemapindex xmlns=«http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9»>
- <sitemap><loc>https://www.esempio.it/sitemap-prodotti.xml</loc></sitemap>
- <sitemap><loc>https://www.esempio.it/sitemap-guide.xml</loc></sitemap>
- </sitemapindex>
Inviare la sitemap a Google e a Bing
- Dichiararla nel robots.txt, su una riga a parte: Sitemap: https://www.esempio.it/sitemap.xml. Così la trovano tutti i motori.
- Inviarla in Google Search Console, menu «Sitemap»: lo stato «Riuscito» conferma che il file viene letto, poi compare il numero di pagine rilevate.
- Inviarla in Bing Webmaster Tools, che alimenta anche altri motori. Bing permette di importare un sito già verificato in Google Search Console.
- Annunciare subito le nuove pagine con IndexNow: una semplice chiamata segnala un indirizzo nuovo o modificato ai motori aderenti (Amazon, Bing, Naver, Seznam.cz, Yandex, Yep), fino a 10.000 indirizzi per invio. Google non aderisce: per lui il lavoro lo fanno la sitemap e i link.
- Rileggere ogni mese il rapporto di indicizzazione per sitemap e correggere prima le pagine elencate ma non indicizzate che devono vendere.
Domande frequenti
Dove deve trovarsi la sitemap?
Di solito nella radice del sito (/sitemap.xml), dichiarata nel robots.txt e inviata in Google Search Console. Può stare altrove se è dichiarata, ma copre solo gli indirizzi dello stesso sito.
Bisogna mettere le immagini nella sitemap?
Non è obbligatorio: le immagini ben integrate nelle pagine, con il loro testo alternativo, vengono trovate da Google. Un’estensione immagini nella sitemap aiuta soprattutto i grandi cataloghi.
Perché Google Search Console mostra «Rilevata, ma attualmente non indicizzata» per pagine della mia sitemap?
Google conosce l’indirizzo ma per ora non ha ritenuto utile esplorarlo o indicizzarlo. Rafforza i link interni verso queste pagine e il loro contenuto: la sitemap da sola non basta.
Bisogna reinviare la sitemap a ogni nuova pagina?
No. Una volta inviata, Google la rilegge da solo. Conta che il file sia aggiornato e che lastmod cambi quando cambia il contenuto. Per Bing e i motori di IndexNow, un invio IndexNow al momento della pubblicazione accelera la scoperta.
Il mio CMS genera la sitemap da solo: devo controllarla?
Sì. Verifica che non includa pagine in noindex, filtri o redirect, e che lastmod non cambi a ogni visita o a ogni aggiornamento del tema.