La CTA: un verbo, una promessa, un solo obiettivo
In Francia «call to action» viene cercato 1600 volte al mese, «cta marketing» 390 volte. France Num, il servizio pubblico francese per la trasformazione digitale delle piccole imprese e delle PMI, la definisce come un invito esplicito ad agire, per esempio «Richiedi un preventivo», «Contattaci per saperne di più» o «Prenota un appuntamento online», e aggiunge che deve comparire su ogni pagina importante, senza che il visitatore debba cercarla: la pagina contatti nel menu non basta.
La CTA non è la promessa: viene dopo. La proposta di valore dice perché scegliere te; la CTA dice cosa fare adesso. Una pagina chiara ha una CTA principale e, al massimo, un’azione secondaria più discreta.
- Sito di servizi: chiamare, chiedere un preventivo, prenotare un appuntamento.
- Negozio online: acquistare o aggiungere al carrello, con il prezzo.
- Pagina di contenuto: scaricare la guida, ricevere lo studio, passare al servizio collegato.
Scrivere la CTA: dire cosa succederà
Una buona etichetta risponde alla domanda che il visitatore si pone prima di cliccare: cosa succede dopo, e cosa ci guadagno? Alcune riscritture tipo (da adattare alla tua offerta e ai tuoi tempi reali):
- «Invia» diventa «Ricevi il mio preventivo entro 24 ore».
- «Contatti» diventa «Chiama lo 01 23 45 67 89» sul mobile, con il numero cliccabile.
- «Scopri di più» diventa «Vedi i prezzi del rifacimento del tetto».
- «Conferma» diventa «Paga 49 € e ricevi la guida».
- «Iscriviti» diventa «Prenota il mio posto di sabato».
Tre regole valgono su tutte le nostre pagine. Un verbo d’azione in prima persona o all’imperativo. La promessa o il prezzo nel pulsante, o subito sotto. E una sola etichetta per la stessa azione su tutto il sito: è una delle regole di semplificazione applicate sui nostri siti il 10 ottobre 2026 («semplificazione: menu di 5 voci al massimo, una sola etichetta d’acquisto, niente più banner promozionali né codici sconto senza data di scadenza.»).
Non scrivere mai una promessa che non mantieni: un tempo annunciato in un pulsante è un impegno.
Dove mettere la CTA, e di che dimensione
Prima di tutto sul mobile: sui nostri siti, il 61% delle visite misurate avviene da telefono. La CTA principale deve essere visibile senza scorrere, ripetuta in fondo alla pagina e su ogni pagina importante, come chiede France Num.
- Sotto la promessa: il pulsante segue subito il titolo e la frase che dice cosa proponi.
- Dopo ogni prova forte: sotto i lavori realizzati, sotto le recensioni, sotto le FAQ.
- In fondo alla pagina: il visitatore che ha letto tutto deve trovare l’azione senza risalire.
- Sul mobile, un pulsante di chiamata fisso in basso sullo schermo per i mestieri in cui si telefona.
- Abbastanza grande per un pollice: le regole di accessibilità WCAG 2.2 fissano un minimo di 24 × 24 pixel CSS per un target touch (criterio 2.5.8, livello AA), salvo eccezioni. Per il pulsante principale punta a molto di più.
- Un vero link: un link «tel:» per il telefono, un link WhatsApp per WhatsApp, un pulsante che porta direttamente al pagamento per una vendita.
- senza telefono né WhatsApp cliccabile in home
- 39 %
- senza telefono né WhatsApp cliccabile in home
- senza modulo di richiesta in home
- 48 %
- senza modulo di richiesta in home
Sotto il pulsante: una riga che rassicura, con dei fatti
Ciò che fa esitare prima di cliccare è l’ignoto: quanto, quando, e se mi sto impegnando. Una riga sotto il pulsante risponde, a condizione di dire solo cose vere: tempi di risposta, pagamento sicuro tramite un fornitore noto, senza impegno se è così, consegna entro tot giorni.
È la regola che applichiamo dal 5 ottobre 2026: «rassicurazione solo con fatti veri: una riga sotto il pulsante, un blocco che spiega come funziona in 3 passaggi; niente contatori, niente urgenza, niente badge falsi.»
Per una vendita, la CTA migliore è quella che porta direttamente al pagamento. Dal 4 ottobre 2026, sui nostri siti: «un clic porta alla pagina di pagamento: prezzo visibile, nessuna pagina intermedia, nessun account.»
Misurare e testare una CTA
Una CTA si misura dal numero di azioni che genera, non dai clic sulla pagina. In Google Analytics 4, dichiara come eventi chiave il clic sul telefono, l’invio del modulo e l’acquisto, poi confronta le pagine tra loro.
Cambiare un’etichetta è il test più semplice che esista, ma servono abbastanza visite per trarre conclusioni: su un sito piccolo, tieni una sola versione per diverse settimane e confronta i periodi, invece di concludere dopo pochi giorni.
Domande frequenti
Che cos’è una call to action?
È il pulsante o il link che invita il visitatore a compiere l’azione attesa: chiamare, chiedere un preventivo, prenotare un appuntamento, acquistare, scaricare. In italiano si parla anche di invito all’azione.
Quali sono buoni esempi di CTA?
«Ricevi il mio preventivo entro 24 ore», «Chiama ora», «Prenota il mio appuntamento», «Acquista, 49 €», «Scarica la guida gratuita». Ognuna nomina l’azione e ciò che il visitatore ottiene; adatta tempi e prezzo a ciò che mantieni davvero.
Quante CTA mettere in una pagina?
Una sola azione principale, ripetuta più volte (in alto, dopo le prove, in fondo), e al massimo un’azione secondaria più discreta. Più azioni concorrenti allo stesso livello disperdono l’attenzione.
Che colore scegliere per un pulsante CTA?
Un colore che contrasti nettamente con il resto della pagina e che sia usato solo per l’azione principale. Nessun colore converte meglio per principio: contano il contrasto e la coerenza.
Che dimensione deve avere un pulsante sul mobile?
Le regole di accessibilità WCAG 2.2 chiedono almeno 24 × 24 pixel CSS per target touch, salvo eccezioni. Il pulsante principale di una pagina guadagna a essere molto più grande, su tutta la larghezza dello schermo.